Genitori nella Rete: Abitare il "Cyberplace" con consapevolezza
- volantemarco
- 8 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Oggi i confini tra vita online e offline sono diventati così sottili da fondersi in quello che definiamo cyberplace. In questo spazio, l’individuo cerca di soddisfare il proprio bisogno naturale di relazione, ma spesso si ritrova a vivere contatti interrotti o distorti.
Molti genitori guardano al mondo digitale dei figli con timore, oscillando tra il controllo rigido e la delega totale agli schermi. Tuttavia, vorrei riflettere con voi sul fatto che per sostenere i ragazzi in questo percorso, dobbiamo innanzitutto guardare a noi stessi e alla qualità della nostra presenza adulta.
La Teoria: perché la consapevolezza parte dall'adulto
Non esiste una vita online separata da quella offline; sono gli stessi uomini e donne a condurre entrambe le esperienze. La qualità di ciò che viviamo nel digitale è profondamente radicata nella nostra esperienza analogica.
· L'adulto come modello relazionale: Se siamo capaci di vivere una relazionalità adeguata offline, saremo in grado di portarla anche nella vita online. Il sostegno che i figli ricevono (o non ricevono) nelle esperienze primarie condiziona il loro modo di muoversi nel cyberplace.
· Abitare il corpo, anche nel digitale: La consapevolezza è l’esperienza di sé e del flusso interiore di vissuti nel "qui e ora". Stare nei social con consapevolezza significa non anestetizzare il proprio corpo vissuto, evitando di agire come "automi" che seguono passivamente il flusso della massa.
· Leggere il disagio in chiave relazionale: I fenomeni come l'abuso della rete, il binge watching o l'aggressività degli haters non vanno letti come semplici sintomi da eliminare, ma come "sforzi proattivi" di raggiungere un contatto in assenza di un sostegno adeguato. Il nostro compito come adulti e genitori è ripristinare questi percorsi interrotti.
Il Percorso dei "Cinque Passi"
Per tradurre questa teoria in pratica educativa, ho strutturato un manifesto in cinque tappe che pongono al centro la consapevolezza dei bisogni:
Mi ascolto: Riconoscere cosa accade dentro di noi come genitori quando guardiamo i nostri figli online. È il passo della differenziazione: distinguere i propri vissuti da quelli dell'altro.
Mi interesso: Essere curiosi del linguaggio dei social senza "ingoiare" acriticamente le novità, ma "masticandole" per comprenderne il senso profondo per i ragazzi.
Sto accanto: Assaporare la presenza dell'altro, cogliendo quella vibrazione intercorporea che ci lega anche quando ci muoviamo nel digitale.
Negozio le regole: Incanalare l’energia verso la costruzione di un confine condiviso, evitando di ripiegarsi su imposizioni rigide che bloccano la crescita.
Mi confronto: Essere consapevoli che l'esperienza genitoriale non è mai solitaria; il benessere dei figli passa per la qualità della relazione tra i genitori e con l'ambiente esterno.
Partecipa al Laboratorio "5 PASSI"
Sulla base di questi principi, vi invito a partecipare a un percorso esperienziale pensato per genitori e adulti di riferimento. Sarà uno spazio di incontro per costruire insieme uno sguardo più solido e consapevole sulla vita digitale dei nostri figli.
Info e Appuntamenti
Il percorso si articola in tre serate presso la sede dell'Associazione Aurora a Rapallo:
Nei giorni: Martedì 14 Aprile, 28 Aprile e 12 Maggio 2026 dalle 19:00 alle 20:30
Per informazioni e iscrizioni:
Telefono/WhatsApp: +39 3755790363 - Email: caracol@lemetamorfosi.eu
Un progetto di Associazione Le Metamorfosi aps, in collaborazione con Cooperativa Sentiero di Arianna e Agorà.


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